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Come nel caso dell’originale norvegese da cui è tratta, il segreto del successo di Skam Italia, la serie tv in quattro stagioni disponibile su Netflix o su Tim Vision, dedicata al mondo degli adolescenti, è l’autenticità.

Così infatti come risultano realistiche al pubblico dei coetanei le storie che attraversano il gruppo di teenager al centro della vicenda, alle prese con la scoperta dell’amore e del sesso, la difficoltà di crescere e di fare delle scelte, allo stesso modo anche gli scenari in cui le diverse stagioni del teen drama sono state girate sono tutti autentici: sono piazze, luoghi di ritrovo, paesaggi urbani e naturali molto frequentati dai ragazzini di Roma, la città in cui è ambientata la serie italiana.

Sul profilo Facebook della serie è stata addirittura creata una mappa di tutti i set romani di Skam. Vi ci portiamo per mano, in una sorta di itinerario di Roma e dintorni tra locali, mete abituali, scorci noti e amati da locali e turisti, per rivivere insieme emozioni e atmosfere della serie.

Il liceo Kennedy, il quartier generale

L’itinerario di Roma a piedi degli Skam addicted non può che partire da qui. Al centro della vita degli adolescenti protagonisti della serie c’è soprattutto il Liceo J.F. Kennedy, l’istituto in via Nicola Fabrizi, tra Monteverde Vecchio e Trastevere. Qui sono girate molte scene della serie, nei locali della scuola, tra classi e corridoi; sono vere persino le terrazze e la stanza da cui trasmette Radio Osvaldo, l’emittente scolastica.

Trastevere, l’epicentro di ogni intreccio

Tutto intorno c’è il quartiere di Trastevere, uno dei più caratteristici di Roma, teatro di molte delle avventure dei ragazzi di Skam. Uno dei set è il Baretto, che ha lo stesso nome anche nella realtà e si trova in via Garibaldi; anche piazza San Cosimato, platea abituale del popolare Cinema America, è stata teatro di molte situazioni cruciali, tra questa lo scontro tra Martino, interpretato da Federico Cesari, ed Eva (Ludovica Martino).
Ma uno dei luoghi più scenografici è sicuramente la scalinata di viale Glorioso, che divide Trastevere alta da Trastevere bassa, a pochi passi da piazza San Cosimato che ospita la scena clou in cui Eleonora (Benedetta Gargari) improvvisa una canzone di Baby K per provare a consolare l’amica Eva.

Scala dell’Arce Capitolina: il rifugio di Eva

Da lì si gode di una vista spettacolare sulle rovine della Roma imperiale, dalla sua sommità si accede alla Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, ma le scale dell’Arce Capitolina, a un passo dal Campidoglio, vicino all’Altare della Patria, sono un luogo ancora abbastanza defilato di Roma, fuori dalle rotte dei turisti, non a caso è questo il luogo dove spesso Eva si ritira a meditare, quando è triste o è in crisi: è lì infatti che Giovanni, interpretato da Ludovico Tersigni, spesso la ritrova.

Gay street: incontri ed equivoci

In via San Giovanni in Laterano si trova la famosa Gay Street, in cui Martino nella serie finge di finire per caso e dove incontra per la prima volta Filippo, il fratello di Eleonora (Pietro Turano). La zona si chiama così anche nella realtà, è a un tiro di schioppo dal Colosseo ed è davvero è un luogo di ritrovo per la comunità arcobaleno, inaugurato ufficialmente nel 2007 con la pedonalizzazione della via nelle ore notturne e Alessandro Cecchi Paone in qualità di “padrino”: la via è costellata di locali gay e gay-friendly, come il celebre Coming Out, aperto nel 2001.

Le Terme di Caracalla: gli incontri della panchina

Nei pressi delle Terme di Caracalla, vicino al Circo Massimo, sono state girate tutte le scene ambientata alla proverbiale fermata dell’autobus, sfondo di alcuni dei momenti più intensi, come l’incontro tra Martino e Niccolò. Nella stessa zona, la via Fabio Cilone, è girata la scena rocambolesca in cui i ragazzi scappano dalla festa piantonati dalla polizia.

Le case di Giovanni, a Garbatella e sul lago di Bracciano

Un’altra location che compare molto spesso nella serie è la casa di Giovanni, nel quartiere di Garbatella, poco distante da lì si trovano anche i bei murales del Museo condominiale di Tor Marancia, tempio della street art romana, che fa da sfondo ad alcune scene della serie.
A proposito di Giovanni, non a Roma, ma a Bracciano a una cinquantina di chilometri a Nord di Roma, c’è l’incantevole casa al lago della sua famiglia, dove, nella prima stagione il ragazzo parte per una fuga romantica con Eva, poi “guastata” dall’arrivo di Martino ed Elia (Francesco Centorame).
Anche nella seconda stagione il gruppo vi trascorre qualche giorno di vacanza: qui Martino viene raggiunto da Niccolò (Rocco Fasano), i due passano la notte insieme e si svegliano sulle note di Buon viaggio di Cesare Cremonini.
Nella quarta stagione il gruppo torna a Bracciano per celebrare il rito dei 100 giorni dalla Maturità.

Fregene: la casa-albero sfondo eloquente del discorso sulla libertà

Restando ancora per un po’ fuori dall’urbe, nella pineta di Fregene, si trova la Casa-Albero dove Filippo e Martino si ritrovano nella seconda stagione e dove il primo fa al secondo un discorso accorato sul senso di libertà e di identità.
Progettata dall’architetto Giuseppe Perugini e nota anche come “casa sperimentale” è un esempio dell’architettura costruttivista degli Anni 60. Realizzata in vetro, calcestruzzo grezzo e acciaio, il suo progetto è frutto di una riflessione sulla relazione tra la dimensione abitativa e l’ambiente circostante, un contesto che enfatizza abbastanza bene il senso di straniamento e ricerca che evoca la scena.

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