Uno dei simboli più famosi e fotografati di Venezia. Il Ponte dei Sospiri è uno dei simboli più famosi e fotografati di Venezia. A pochi passi da Piazza San Marco collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove. Conosciuto oggi come il ponte dell’amore, in origine era il ponte che i detenuti attraversavano prima di essere rinchiusi nelle prigioni venete e dal quale sospirando, avrebbero potuto vedere per l’ultima volta la luce del sole. Secondo una tradizione popolare, il nome Ponte dei Sospiri venne usato la prima volta dal poeta inglese Lord Byron. Venne eretto nei primi anni del 1600, dall’architetto Antonio Contin, quando il doge Marino Grimani ordinò di costruire un passaggio per collegare il carcere con le sale magistrali. Il ponte dei Sospiri è realizzato in pietra bianca d’Istria in perfetto stile barocco, al centro si osserva lo stemma della famiglia del doge Grimani. Interamente chiuso, è composto da due stretti corridoi separati e progettati al meglio per impedire ogni possibile via di fuga per i prigionieri. Grazie alla visita guidata con il tour di Palazzo Ducale e delle Prigioni, si può anche visitare l’interno del ponte, immergendosi per un momento nella realtà del 1600. Curiosità: dal Ponte Paglia, oltre al Ponte di Sospiri, potrete ammirare sull’angolo di Palazzo Ducale il gruppo scultoreo che raffigura Noè ebbro, di Filippo Calendario. Accanto a Noè stanno due dei suoi figli: uno di essi cerca di coprire le sue nudità, mentre l’altro mostra il suo disprezzo. Più distante, dall’altra parte dell’arco, sta il terzo figlio. Ognuno di loro reagisce in modo diverso al momento di debolezza del padre.